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Così, anche in Italia l’esoterismo non è più qualcosa di “oscuro” e appannaggio
di pochissimi studiosi, come Michael Fuss , Jean-Pierre Brach Antoine Faivre ,
Francesco Zambon ed altri illustri ricercatori che alla Fondazione G. Cini
(Venezia, 29 – 30 ottobre 2007), hanno animato il Convegno internazionale su:
FORME E CORRENTI DELL’ESOTERISMO OCCIDENTALE. Sicché termini abbastanza astrusi
come alchimia, antroposofia, archeosofia, astrologia, cabala, ermetismo,
gnosticismo, massoneria, misticismo, occultismo, sciamanesimo, sufismo,
teosofia... alcune delle principali discipline esoteriche che nel corso dei
secoli si sono affiancate (e contrapposte) alla religione, nel tentativo di
assicurare, attraverso gli arcani, la chiaroveggenza, simboli e formule occulte,
risposte alle eterne domande di senso che attanagliano l'uomo, si sono mostrate
vive e vitali. Chi negli ultimi decenni pensava che il fenomeno sarebbe
gradualmente scomparso con il progresso della scienza, che con presunzione si
era arrogata l'esclusiva delle risposte, si è dovuto ricredere: magari la
religione zoppica, come dimostra la caduta verticale della pratica religiosa e
delle ordinazioni sacerdotali, ma l'esoterismo (e con esso le sette, i santoni,
le pratiche New Age, che si intrecciano tra loro) è alla page. Per secoli ha
subito un ostracismo durissimo ma ora ha guadagnato uno spazio nella ricerca
ufficiale, a partire dall'istituzione, nel 1965 all'Ecole Pratique des Hautes
Etudes di Parigi, della cattedra di Storia dell'esoterismo cristiano, affidata
allo studioso François Secret. Al suo successore, Antoine Faivre (che ha
ribattezzato il suo insegnamento Storia delle correnti esoteriche e mistiche
nell'Europa moderna e contemporanea), è toccato il compito di ridefinire la
nozione di esoterismo, e i suoi riferimenti concettuali e metodologici. Oltre a
Faivre hanno parlato e discusso relatori prestigiosi quali Alessandro Grossato,
che è riuscito a riunire i massimi esperti mondiali della materia, il cui studio
è in crescente sviluppo presso diversi Atenei d'Europa, di Israele e degli Stati
Uniti, quali Kocku Von Stuckrad, Francesco Zambon, Jean-Pierre Brach, Moshé Idel,
Wouter J. Hanegraaff, Michele Ciliberto, Mino Gabriele, Agostino De Rosa,
Jean-Pierre Laurant, Thomas Hakl, Joscelyn Godwin e Marco Pasi. Michael Fuss,
docente all'Angelicum - Pontificia Università San Tommaso di Roma, dove un anno
fa è stata attivata la cattedra di Religioni e spiritualità non convenzionali,
ha presentato il punto di vista cattolico, mentre Moshé Idel, allievo del grande
studioso di mistica ebraica Gershom Scholem, ha illustrato il forte influsso
esercitato dal pensiero esoterico ebraico (la Kabbalah) in Italia e in Europa,
invece Nicholas Goodrick-Clarke ha fatto conoscere alcune connessioni poco note
fra le dottrine dell'esoterismo cristiano, ebraico e islamico, possibili aree di
ricerca nel prossimo futuro.
Esoterismo e scienze religiose
Diciamo religioni e siamo convinti di sapere esattamente di cosa stiamo
parlando? Così distinguiamo le religioni, per esempio, dalla magia. O dalle
sette. Ma chi ha stabilito che la magia è estranea alla religione, e chi ha
deciso che un certo gruppo di credenti è una setta? L’antropologa e storica
Silvia Mancini ha portato lo studio delle «forme religiose marginalizzate e
trasversali» nell'ateneo di Losanna. Ma ora a livello accademico, le cattedre
sull’esoterismo si sono diffuse a macchia d’olio e si può affermare che nella
maggioranza delle università globali, esistono e non sono più un insegnamento
“segreto”.
Per la studiosa, per esempio, non vi é un criterio netto e univoco per definire
la religione rispetto a ciò che non è religioso . Rientravano nella categoria di
"religione" quei comportamenti e concezioni umane che si apparentano di più a
ciò che la Chiesa ha definito come tale. La parola religione, che è assente
nelle altre culture, è entrata nelle lingue occidentali a partire dall'avvento
del cristianesimo, il quale ha recuperato il termine latino "religio" ( che fra
i Romani non designava affatto ciò che per noi oggi è la religione) per definire
se stesso in opposizione ad altri sistemi di credenze e di pratiche già
esistenti, e con cui il cristianesimo è entrato in concorrenza. Il solo fatto di
opporre la religione alla magia - una distinzione che fa anche l'uomo della
strada - non corrisponde così a una differenziazione scientifica, ma ideologica,
polemica, poiché riflette una collocazione teologica. Perché, ad esempio, la
nostra cultura considera la divinazione una pratica magica? Semplicemente perché
il cristianesimo non contempla fra le sue istituzioni la divinazione, che si
trova così automaticamente rigettata nel dominio screditato del "magico". Ci
troviamo insomma a studiare certe pratiche, concezioni e istituzioni umane
muniti di concetti e categorie che non sono neutri, ma che si sono formati nel
corso della nostra storia culturale e quindi sono saturi di implicazioni
teologiche, filosofiche, politiche... Oggi si tende a studiare le religioni, dal
punto di vista dell'antropologia e della storia comparata delle religioni.
Innanzitutto, dall’angolazione storica, sono considerate una produzione storico-
umana. L'oggetto di studio dello storico e dell'antropologo è infatti l'uomo
concepito come creatore di molteplici forme culturali, fra cui figurano quelle
di natura simbolica inerenti la vita magico- religiosa, forme elaborate in
risposta a dei problemi e dei bisogni umani specifici. Inoltre, in questo
approccio, non si tratta di studiare le religioni come degli oggetti ben
evidenti, come se le religioni esistessero in sé da sempre, già belle e fatte,
separate dalle istituzioni politiche, economiche, sociali, ecc. L'antropologia e
la storia delle religioni non consistono infatti nello studio delle civiltà e
delle religioni altre e basta. Esse studiano le relazioni tra l'Occidente e le
culture differenti. Esistono forme di religiosità marginalizzate e trasversali,
rispetto alle forme religiose dominanti socialmente e storicamente egemoniche:
le chiese istituite dell'Occidente moderno e i discorsi che esse hanno costruito
per legittimarsi e per difendere una visione del mondo ben precisa. Lavorare
sulle tradizioni trasversali e marginalizzate significa lavorare su quelle forme
di spiritualità, quelle pratiche e quei discorsi che le Chiese ufficiali, ma
anche istituzione scientifica, hanno progressivamente marginalizzato o rifiutato
o con cui hanno convissuto attraverso una serie di compromessi. Si tratta delle
correnti esoteriche occidentali, che toccano gli ambienti colti europei, e delle
concezioni e delle pratiche caratteristiche dei ceti folklorici europei ma anche
di certe civiltà extraeuropee, quelle che in passato erano dette "primitive". La
caratteristica delle correnti esoteriche occidentali è appunto di avere
investito un dominio di speculazione che la teologia, a partire dalla fine del
Medioevo, ha abbandonato per farne un oggetto di riflessione scientifica: la
superiorità della cosmologia o della natura. La teologia ha finito per
concentrare la sua riflessione sulla relazione Dio- uomo, lasciando il potere
della natura alla speculazione della scienza, che nascerà ufficialmente nel XVII
secolo. Le correnti esoteriche manterranno insieme questi due governi del divino
e della natura per cercare di ricomporre in una concezione unica e coerente la
questione dei rapporti Dio- uomo- natura. Questo triangolo definisce l’ambito di
riflessione, di speculazione e di produzione dei discorsi esoterici
occidentali(ermetismo neoalessandrino del Rinascimento, l'astrologia, l'alchimia
e la magia - innestate su una concezione che resta cristiana : Pico della
Mirandola, Ficino, Pomponazzi, Bruno). Ci sono poi le correnti esoteriche
germaniche, in cui si include Paracelso. E ancora la corrente rosicruciana, la
teosofia barocca di Jakob Boheme. E più tardi l’occultismo, lo spiritismo e,
sempre nel XIX secolo, la società teosofica di Madame Blavatsky, l'antroposofia
di Rudolph Steiner, poi il perennialismo di René Guénon. Un gran numero di
queste correnti sono accomunate dall'elaborazione di un discorso che cerca di
collegare una riflessione metafisica sullo statuto dell'uomo e delle sue
relazioni con il divino senza escludere la dimensione della natura che di fatto
appare spiritualizzata. Di qui gli interessi di un loro gran numero per
l'astrologia, per l'idea che gli astri non sono semplicemente dei pianeti inerti
studiabili da un punto di vista fisico- meccanico, ma che hanno un potere attivo
sull'uomo. L'idea di natura vivente è un'idea chiave delle correnti esoteriche
occidentali come l'idea che un sistema di corrispondenze universali collega il
macrocosmo naturale e il microcosmo umano . Poi vi sono correnti esoteriche che
influenzano intellettuali, filosofi, letterati, artisti e scienziati che
partecipano alla cultura del loro tempo. Inoltre, esistono formazioni culturali
popolari, proprie a certi gruppi socialmente marginali, in posizione subalterna
rispetto alla cultura d'élite. Abbiamo a che fare con concezioni del mondo,
pratiche e istituzioni che resistono da secoli alle influenze e alla forza di
trasformazione dei discorsi sia religiosi delle chiese ufficiali, sia della
scienza moderna( i tarocchi, la lettura delle carte, dei fondi di caffé...anche
certi culti folklorici di origine pre- cristiana che hanno resistito al processo
di cristianizzazione forzata delle campagne, come il tarantismo nelle Puglie,
l'ideologia del malocchio, le pratiche magico- mediche…).
Che cosa è, allora, l’esoterismo?
J.M.Riviere in Storia delle dottrine esoteriche collega l’origine del termine al
verbo greco eisoteo, che significa far entrare, quindi “aprire una porta,
offrire agli uomini la possibilità di penetrare nell'interiore attraverso
l'esteriore; simbolicamente, è rivelare una verità nascosta, un senso occulto."
L'esoterismo è "una dottrina segreta, un'iniziazione, una spiegazione del mondo
rivelata in un consesso scelto, isolato dall'esterno e dalla moltitudine e
spesso tramandata in forma orale"(Cfr.: Storia delle Dottrine Esoteriche", di
Jean Marques-Riviere, Edizioni Mediterranee).
Altre fonti individuano la radice del termine nell’aggettivo greco esoterikòs
che significa “interno, segreto”.
Qualunque sia l’esatta etimologia, l’esoterismo è da sempre la tendenza ad “un
insegnamento estremamente riservato, a cui venivano ammessi soltanto alcuni
individui che avevano ricevuto una preparazione specifica. Gli altri, la massa,
erano tagliati fuori. Gli stessi concetti, venivano appositamente ammantati di
doppi significati, camuffati in più modi, quando addirittura i testi non
venivano nascosti completamente alla vista, nei templi o in luoghi
inaccessibili."(Cfr.: Quinta Dimensione, di Giuditta Dembech, Edizioni
L'Ariete).
"L'esoterismo è antico come il mondo; tutte le rivelazioni magiche presso i
primitivi venivano compiute nel mistero, lontano dagli altri membri della tribù,
all'ombra propizia di un bosco sacro, in un luogo appartato, oppure su una
sommità isolata. La conoscenza delle tecniche che donano capacità sovrumane è
sempre stata circondata dai misteri. Da lungo tempo esiste la distinzione tra il
volgare, la moltitudine, il popolo-ritenuto ignorante, grossolano, goffo,
istintivo- e gli eletti, i saggi, gli iniziati, gli adepti. Tale distinzione
esisteva tanto in campo culturale come in quello religioso, e spesso l'uno si
trovava ad invadere l'altro. Le tecniche di governo erano intimamente connesse
con le tecniche magiche; l'ordine sociale era il riflesso fedele dell'ordine
cosmico e magico della natura; il microcosmo, con la sua stabilità, assicurava
l'ordine del macrocosmo. I segreti di stato, i mezzi magico- politici di
dominio, i gesti rituali che asservivano il cielo erano riservati ad una cerchia
ristretta, a coloro che erano degni di ricevere, conservare e trasmettere tali
rivelazioni, esoteriche nella loro essenza per il fatto che avrebbero potuto dar
luogo a conseguenze incalcolabili."( Cfr.: L'Esoterismo, di Pina Andronico
Tosonotti, Edizioni Xenia).
"L'esoterismo nasce dall'assoluta conoscenza di chi ha osato per primo
affrontare il peso della sapienza trafugandola agli antichi dei. All'alba della
creazione l'uomo tradusse in conoscenze ciò che aveva captato dall'esterno.
Durante la ricerca della ragione della propria vita il suo discernimento si
svolse verso l'imponderabile, in quanto non poteva esistere soltanto il nulla.
Tutto gli apparve improvvisamente, per trasmettersi dalla mente al cuore. Ogni
percorso intrapreso portava l'uomo verso ricordi antecedenti: gli archetipi,
solo apparentemente immobili, si manifestarono sotto forma di simboli tribali.
Gli elementi avevano un'importanza fondamentale e la loro energia veniva
impiegata quale legame con il tutto rappresentatati dall'universo. L'essere
umano, soggetto alla grande opera divina, fu testimone di una spiritualizzazione
progressiva, non diffusa alle masse ma riservata ad una ristretta e prescelta
casta iniziatica. Da ciò si deduce che l'esoterismo è scaturito dalla parte più
profonda dell'essere umano, restituendogli quel mondo che non poteva ricordare.
Così, subito dopo le civilizzazioni preistoriche, si fece spazio alla luce
dell'interiorità. Ogni interrogativo trovò un riscontro con l'inizio dei culti
sacrali e delle varie manifestazioni misteriche.
I grandi sacerdoti e i sommi capi detenevano il potere della conoscenza occulta,
che esercitavano con grande segretezza, non condividendone con i profani che i
frammenti indispensabili alla loro evoluzione. Solo chi dimostrava di essere
degno di ricevere gli insegnamenti occulti veniva ammesso nella cerchia
privilegiata di coloro che un giorno avrebbero guidato le tribù".
"Le forme religiose ebbero sempre un aspetto essoterico e uno esoterico,
esistevano l'insegnamento ad uso popolare e quello riservato a pochi. La maestà
sacra del materiale religioso, dei riti temibili ed efficaci, esigeva una
gerarchia dell'esecuzione, tanto quanto una gerarchia della conoscenza".
Fin da subito l'insegnamento esoterico fu protetto. "Il pericolo di tale
insegnamento stava nel modo di affrontare le problematiche dell'etica, della
vita e della morte sotto aspetti che differivano dalle dottrine correnti".
Inoltre gli iniziati, coloro che partecipavano a questi insegnamenti alternativi
avevano l'obbligo del segreto perché queste conoscenze in mani sbagliate
potevano causare danni gravissimi. Basta leggere alcune parole di Ermete
Trismegisto. " Richiamandoti a questi principi, ti ricorderai facilmente delle
cose che più a lungo ti spiegai e che qui sono riassunte. Ma evita di
intrattenervi alla folla; non perché io voglia impedire che ne venga a
conoscenza, ma perché non voglio esporti alle sue derisioni. Chi si somiglia si
congiunge, e tra persone dissimili non può esistere amicizia. Queste lezioni
devono essere udite da pochi, o presto non ve ne saranno più del tutto. Esse
posseggono qualcosa di così particolare che spinge i malvagi ancor più verso il
male. Guardati dalla moltitudine, perché questa non comprende la virtù di tali
discorsi".
Chiari dunque i riferimenti ad un possibile uso improprio delle conoscenze
occulte che perciò dovevano rimanere nascoste ai più. "Queste parole di Ermete
riassumono il pensiero delle diverse scuole religiose e iniziatiche; rendono
comprensibile la necessita dell'esoterismo dei loro insegnamenti, le difficoltà
dell'iniziazione, la severa scelta degli adepti, le rigorose regole di vita
imposte ai confratelli. Esisteva l'imperiosa necessità di celare una dottrina
inaccessibile, una saggezza che non fosse deformata dalla volgarizzazione".
"A cosa serviva questa conoscenza? E' assolutamente necessario abbandonare la
concezione intellettuale e razionalista della verità che caratterizza la nostra
epoca moderna. Per quanto è possibile giudicare dagli insegnamenti tramandati
fino a oggi, una conoscenza, per gli antichi, era ipso facto una regola di vita.
Essi mal distinguevano la conoscenza ideologica e scientifica del mondo dal
proprio personale modo d'essere; la rivelazione attraverso l'insegnamento,
l'intuizione diretta o sopranormale, le gerarchie e le tecniche spirituali
richiedevano una specifica condotta di vita. Le dottrine non venivano
classificate, ma sperimentate. Tutto l'esoterismo era vivente, attivo, e
partecipava al sacro, al magico. Ciò spiega altresì la ragione per cui ci sono
riamaste ben poche testimonianze, dal momento che il segreto giurato veniva
osservato rigorosamente, e gli ultimi adepti degli antichi Misteri sono
scomparsi con l'insegnamento orale ricevuto che non hanno potuto, o voluto
trasmettere".
E' proprio per la necessità di segretezza tipica dell'insegnamento iniziatico
che al giorno d'oggi si sa pochissimo del vero esoterismo. O meglio diciamo che
la stragrande maggioranza della popolazione mondiale non conosce praticamente
niente di quell'antico insegnamento. Sono stati scritti molti libri. "Accanto
alle religioni e alle forme sociali delle diverse civiltà si può trovare
l'esistenza di gruppi di illuminati, di saggi, di religiosi, di filosofi, che
hanno scisso la loro vita in due parti, sacrificando a volte l'aspetto mondano
per un'altra forma di esistenza. Qualunque sia l'opinione che si può nutrire nei
riguardi di questi ricercatori di verità e di pace spirituale, essi meritano
tutto il nostro rispetto: si deve ammirare chi sacrifica tutto per un ideale".Alcuni
tra questi saggi svolgono un compito fondamentale: hanno la loro professione e
tali sono per il resto del mondo ma dietro a questa copertura custodiscono i
segreti dell'antica conoscenza.
Certi magari sono persone molto semplici, che fanno lavori umili, altri
ricoprono cariche importanti, alcune religiose, altre politiche.
Possono quindi essere in posizioni diverse per via delle differenti necessità
evolutive.
Ma tutti, dal più piccolo al più grande, collaborano alla realizzazione del
piano divino.
"Nei secoli l'esoterismo si alterna o si confonde con altre forme di pensiero.
Nei momenti di particolare chiusura, in cui viene messa in discussione la
credibilità sia delle religioni sia delle scienze, cresce il bisogno di
approfondire il lato nascosto delle cose. In realtà l'esoterismo è sempre
esistito, conoscendo andamenti diversi-sviluppi o restrizioni- a seconda dei
momenti storici. A fasi improntate alla tolleranza (es. il Rinascimento)
succedettero epoche di repressione, oscurantismo e fanatismo religioso (la
caccia alle streghe).
Molti scienziati studiarono a fondo le dottrine esoteriche: basti pensare ad
Ashmole, presidente e fondatore della Royal Society e cultore di alchimia e
massoneria; oppure a Fludd e Yeats, che si interessarono al Rosacrucianesimo.
D'altra parte, anche in tempi più recenti molti scienziati si sono avvicinati al
mondo dell'esoterismo e dell'intuizione ( Jung).
La tradizione iniziatica delle antiche scuole esoteriche è andata in gran parte
perduta e non esistono scuole di livello superiore. Nel ridare vita a questi
studi, ormai sviliti e confusi, e nel rileggittimarli secondo una dimensione più
attuale fu determinante il contributo di Corbin, che divulgò il concetto di
mundus immaginalis (un mondo intermedio che si colloca tra la materia e lo
spirito).
Anche Jung assunse un ruolo essenziale in questo senso, con la sua definizione
degli archetipi. Grazie alla sua grande sensibilità interiore e al proprio
intuito riuscì ad andare oltre l'aridità della visione scientifica. Riportò alla
luce le antiche dottrine iniziatiche, alchemiche ed esoteriche, studiandone le
origini e restituendo la propria nobiltà a ciò che appariva inutile e superato,
sepolto sotto la polvere del tempo, schiacciato dall'ignoranza e dal
materialismo più gretti.
Va citato naturalmente anche l'apporto degli studiosi contemporanei che si
batterono per riscattare l' esoterismo, come Antoine Faivre, René Guenon, Mircea
Eliade ed Elémire Zolla.
"L' esoterismo è basato sull'assioma che il mondo sensibile non costituisce che
una piccola parte della realtà. Il compito delle dottrine esoteriche è sempre
stato quello di ottenere la conoscenza del mondo soprasensibile. Per raggiungere
tale scopo non si avvalgono di uno strumento razionale ma dell'intuizione che
l'iniziato Dante Alighieri chiama " luce intellettual piena d'amore". Per
compiere l'indagine esoterica è indispensabile conquistare la capacità si
utilizzare la facoltà intuitiva, attraverso un lungo tirocinio ed affinamento
delle capacità latenti nell'uomo…alla radice di tutte le cose esiste un'energia,
ripartita in vari ordini e livelli, la cui natura e sostanza devono essere
comprese dall'uomo, in modo che possa impiegarla. Proprio perché opera nel
misterioso campo delle energie, la scienza esoterica deve mantenere il segreto,
riservando agli iniziati gli insegnamenti basilari- trasmessi in genere
oralmente- ed il possesso della chiave dei misteri.
Chiunque segua la strada esoterica deve essere scevro da settarismi e pregiudizi
e favorire i rapporti tra le varie dottrine, per approfondirne la conoscenza. Si
deve soprattutto agli antichi Egizi, ai Persiani, ai Frigi, ai Traci ed ai
Greci, cioè alle antiche religioni misteriche se vi sono ancora loro tracce
nelle religioni e filosofie moderne"
"L'Egitto è la fonte dalla quale tutto si diffuse, la terra dove furono iniziati
tutti i grandi esseri che bussarono alle porte dei suoi templi. Pitagora apprese
a Tebe la scienza dei numeri, mentre Talete e Democrito acquistarono le loro
conoscenze a Menfi. Si dice che anche Orfeo trovò in Egitto tutto ciò che
ricercava, e che Platone ed Eudossio passarono molto tempo ad Eliopoli per
appendere sia la morale sia le scienze matematiche. Fu a Sais che Licurgo e
Solone attinsero i segreti della legislazione. Insomma, i luoghi iniziatici
dell'Egitto erano anche scuole in cui si imparavano le arti, la filosofia, le
scienze, la morale, la legislazione, la filantropia ed il culto".
E inoltre, ma non per ultimi dobbiamo ricordare tra i vari personaggi che furono
iniziati all'ombra delle piramidi anche Mosè e il Re dei Re, cioè Gesù Cristo.
"Nella letteratura esoterica contemporanea compare il termine occultismo, spesso
accomunato a catene o a correnti spiritiche di carattere magico- settario.
Purtroppo si tratta di un aspetto attribuito erroneamente ad un ambito esoterico
meno conosciuto e più profondo. L'esoterismo non è né una religione né una
corrente specifica, ma un insieme di significati , di simboli, frutto di un
percorso di ricerca che porta ad una dimensione iniziatica superiore.
Rientra nell'ambito esoterico la facoltà, conseguita elevando le proprie
capacità interiori, di conoscere e legare a sé le forze della natura, per
utilizzarle in una forma magica e naturale, sempre a fini di bene e non
egoistici, come accadeva nel Rinascimento e nella cultura celtica.
"L'esoterismo, invece, è sempre stato e sempre sarà. Un grande faraone ha fatto
incidere sulla sua tomba la frase "Io dormo, ma il mio cuore è sveglio": questo
ci fa comprendere che grandi esseri che vivevano in tempi lontani avevano una
conoscenza superiore alla nostra"( i vari brani sono tratti dai libri già
citati).
L'esoterismo occidentale oggi.
È a partire dal secondo dopoguerra che gli storici delle religioni iniziano a
prendere in esame i diversi ambiti della tradizione esoterica occidentale, fino
ad allora ignorata dalla ricerca accademica. Vi sono così alcuni contributi
quali i testi di Mircea Eliade per l'alchimia e lo sciamanesimo (Le Chamanisme
et les techniques archaïques de l'extase, Paris, 1950; Forgerons et alchimistes,
1956), di Gershom Scholem per la cabala ebraica (Major Trends in Jewish
Mysticism, 1941), di François Secret per la cabala cristiana (Les Kabbalistes
chrétiens de la Renaissance, 1964), di Frances Yates per l'ermetismo e il
neoplatonismo del Rinascimento (Giordano Bruno and the Hermetic Tradition, 1964;
The Occult Philosophy in the Elizabethan Age, 1979), di Alexandre Koyré per la
mistica e la teosofia tedesche (Mystiques, spirituels, alchimistes du XVIe
siècle allemand, 1970), di Charles Puech per lo gnosticismo e il manicheismo.
L’interessamento per l’esoterismo è continuato nel tempo ed oggi la sua
fecondità è confermata dalla creazione di numerose cattedre in molti paesi, tra
cui quella di Amsterdam (1999), e quella di Exeter in Inghilterra (2006). E in
Italia, il Convegno internazionale alla Fondazione Cini nell’ottobre 2007,
conferma l’attenzione a questa corrente spirituale che collega il passato con il
presente, senza nulla togliere al cristianesimo.
Semmai arricchendolo.
Maria de Falco Marotta
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