Spesso ho
sentito domandare:
ma cosa
vuol dire Esoterismo?
Cosa vuol
dire Esoterico?
Cosa posso
leggere per capire cosa è?
Cioè
questo alcune volte l’ho sentito domandare,
e sono assai ottimista per quei Fratelli
che lo hanno chiesto.
Alcuni non
lo hanno per nulla chiesto.
Sì,
potevamo pensarci e spiegarlo. Ma no se un
passeggero non chiede forse è perché sa
già, o forse non sa di non sapere.
La
speditezza e la faciloneria divulgativa di
internet, che ha regalato una pitturata
culturale a moltitudini, ma non ha aggiunto
un cubito alla statura di colui che sa di
non sapere, ha agevolato la ricerca
terminologica, costruendo milioni di
informati, vellicando moltitudini di
curiosi, ma lasciando inalterato il numero
di coloro che consapevolmente intendono
perseguire un percorso iniziatico.
Allora
ecco l’approccio filologico: Esoterismo vien
dal termine greco che significa “INTERNO”,
e descrive quella norma religiosa che viete
di rivelare a chi non sia iniziato certe
parti più intime e segrete di un rito e di
una struttura religiosa.
Per una
riflessione sull’assorbimento di tale
pensiero nella storia della Muratorìa – e
della sua realtà rivisitata dal trascorrere
dei secoli – rimando alla meditazione degli
Antichi Doveri di un Libero Muratore.
Se invece
di esser Maestro Libero Muratore fossi
Maestro delle Elementari, chiederei a un
apprendista, quello che si chiede ma che è
questo Esoterismo?..: dimmi se sai, se
qualcuno ti ha insegnato dove sono scritti
gli Antichi Doveri …. dimmi se li hai letti,
se qualcuno te li ha mai letti, spiegati
nella realtà di oggi??….. e via così.
Sì, vabbè,
spieghiamoci meglio: l’opposto
dell’esoterismo è l’essoterismo, dal termine
greco riservato alle cose ESTERNE.
Cioè, la
parte essoterica di una dottrina, nella
specie , o dell’analisi del senso
dell’esistere e dell’essere, da questa
dottrina metodologicamente imposta, ben può
esser conosciuto dai PROFANI, essendo ben
chiaro che con tale termine si definiscono
coloro che si sono fermati fuori dalle
Colonne del Tempio, assegnando a questa
parola un a funzione indicativa e
assolutamente non valutativa.
Fin dai
tempi remotissimi, tuttavia, pur con la
detta premessa , permane la distinzione tra
materia esoterica e materia essoterica.
La seconda
è materia di una quantità di dibattiti, di
pubblicazioni, di tavole rotone e magari
quadrate.
La prima
rimane un fuoco gelosamente custodito in
noi.
Cioè,
ahimè, va bene legger libri grossi, esser
magari professori, ma non basta.
Per
entrare nel cuore dell’esoterismo massonico
occorre appropriarsi del Segreto Massonico,
e questo può avvenire solo nella forma
Egregorica della partecipazione alla realtà
della Loggia, dominata dalla Tradizione e
dall’esempio.
Simboli,
Riti, Appartenenze, valgono in un modo.
Caro
Fratello Apprendista, per metterti sulla
strada dell’apprendere, vatti a vedere, o
informati come meglio ti pare in seno alla
Tua Loggia: vedi di scoprire il Segreto
Io ti do
una mano, con le parole meravigliose del
Fr:. Giacomo Casanova.
“Coloro che entrano nella Massoneria solo
per carpirne il segreto possono ritrovarsi
delusi: può infatti accadere loro di vivere
per cinquant'anni come Maestri Massoni senza
riuscirvi. Il mistero della Massoneria è per
sua natura inviolabile: il Massone lo
conosce solo per intuizione, non per averlo
appreso. Lo scopre a forza di frequentare la
Loggia, di osservare, di ragionare e di
dedurre. Quando lo ha conosciuto, si guarda
bene dal far parte della scoperta a
chicchessia, sia pure il miglior amico
Massone, perché se costui non è stato capace
di penetrare il mistero, non sarà nemmeno
capace di profittarne se lo apprenderà da
altri. Il mistero rimarrà sempre tale. Ciò
che avviene nella Loggia deve rimanere
segreto, ma chi è così indiscreto e poco
scrupoloso da rivelarlo non rivela
l'essenziale: come potrebbe, se non lo
conosce? Conoscendolo, non lo rivelerebbe”.